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Pubblicato il 14/03/2021 da aldo mencarelli
serie C
NARNI NON CE LA FA: FOLGNO VOLA
Tra le ragazze rossoblu spicca Lucidi; ottime anche Pioli e Faedi. Bene la difesa, ma la ricezione soffre
immagine NARNI NON CE LA FA: FOLGNO VOLA

NARNI, 13 feb 2021 – E’ passato un anno e 5 giorni da quel 8 marzo 2020, giorno in cui furono sospesi tutti i campionati di pallavolo perché la pandemia da Coronavirus sembrava inarrestabile, le terapie intensive erano sature, i contagi aumentavano. Proprio quello che succede oggi. Ma allora, come mai oggi si gioca anche se con mille attenzioni? Anche se soltanto alcun dei tanti campionati che la Federazione della pallavolo organizza? La differenza sta nella conoscenza di quel virus, che oggi c’è e un anno fa no; nella possibilità che, nel caso si è colpiti, è possibile mettere in campo strategie che portano alla guarigione. E poi cì sono i vaccini e c’è una considerazione che si può condividere o meno, ma ha una sua validità: stare chiusi in casa per lunghi periodi significa annullare la vita, distruggere il lavoro. E lo sport è una delle componenti della vita.

       Sabato pomeriggio al Pala Gandhi si è giocata la prima gara del campionato di serie C femminile tra la Scalo 82 Narni della società Asd Narni Volley e la Antico pastificio umbro della società Foligno Volley. Due società amiche, legate da un lungo passato tanto che alla fine i due presidenti hanno concordato nel dire che l’unico rammarico di questa giornata era il fatto che non si poteva andare in pizzeria tutti insieme. Devo ammettere che ero emozionato quando l’arbitro (complimenti e auguri a tutta la classe arbitrale) saliva la scaletta del trespolo e, dopo aver controllato che tutto era in ordine, ha fischiato il via della gara. E sfido allenatori e giocatrici a dire che loro no, loro non provano altro che la voglia di giocare.

        Della gara non c’è molto da dire: a vinto Foligno 3-0 (25-14, 25-15, 25-16). La pasta, evidentemente, fa bene. Del resto la città di Foligno –ricorderete- affidò ad una manifestazione, “I primi d’Italia”, dedicata proprio alla pasta, la sua rinascita dopo il terribile colpo del terremoto del settembre 1997. La squadra biancoazzura ha vinto come da facile pronostico visto che ogni individualità è decisamente più forte del pari ruolo rossoblu. Le sorprese, casomai, arrivano dalla Scalo 82 Narni, squadra cresciuta un pezzo alla volta senza una programmazione precisa e attenta, contrariamente a quella di Foligno voluta fortissima con l’obiettivo del salto di categoria. Narni ha trovato una Simona Lucidi sorprendente (la migliore in campo, senza dubbio), una Francesca Pioli che non ha mai mollato mettendo spesso in difficoltà la difesa avversaria, una Alessia Faedi che non ti saresti aspettato galvanizzata dalla gara. Tutte magistralmente servite dalle mani d’oro della palleggiatrice Elisa Petrelli, voluta a Narni appena rientrata a casa dal Sud. I due liberi –Elena Dionisi e Aurora Paolini- martellate a valanga hanno fatto il possibile e a tratti si sono esercitate nei miracoli; le centrali –Roberta Rocchetti e Tana Silveri- non sono state all'altezza anche se Rocchetti non ha subìto l’emozione della gara mentre Silveri (la più giovane del gruppo con i suoi 17 anni) era praticamente paralizzata. Nessun giudizio per Celeste Camilli che da due settimane non si allena per vari problemi. Vanno citate Margherita Cesaroni, Martina Trotta, Federica Onelli, Anna Canepone.

       C’era tutto ieri a Narni. C’erano anche affetti forti, fortissimi: c’era mamma contro figlio. L’allenatrice di Foligno è infatti Fiorella di Leone, docente per gli allenatori e madre di Nicola Lalleroni, allenatore di Narni in coppa con Massimiliano Ferri. Prima della partita Fiorella si è avvicinata alla panchina di Narni per la tradizionale stretta di mano tra allenatori, suo figlio ha risposto sorridendo <che no, non si può fare>. Poi lei lo ha abbracciato: cuore di mamma batte coronavirus.

        Ora ci aspetta la trasferta di Assisi contro la Sir Safety che ha incontrato Colleluna perdendo ma vincendo un set. Non sarà una passeggiata, ma l’affronteremo.

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