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QUESTA PICCOLA/GRANDE STORIA
immagine QUESTA PICCOLA/GRANDE STORIA

Questa è una piccola/grande storia. Una storia fatta di soprusi, arroganza e menefreghismo. Questa è la storia di due società sportive che si dedicano alla pallavolo in una stessa città di provincia. Due società che per trenta e passa anni hanno convissuto, se non proprio aiutandosi certamente rispettandosi: una dedita al maschile e l’altra impegnata con le ragazze. Trenta e passa anni di successi: la femminile ha avuto la soddisfazione di militare per diverse stagioni nel campionato nazionale di serie B mentre la maschile alternava campionati regionali a quelli provinciali. La maschile era la società ricca essendo dentro ad una polisportiva aziendale finanziata dall’imprenditore mentre la femminile viveva di sponsorizzazioni. Piccole, soprattutto. Per una volta che trovò una sponsorizzazione importante, questa si dileguò dopo pochi mesi. E così, vuoi per la crisi, vuoi per la stanchezza, vuoi per chissà che cosa la società femminile vinse il titolo di B1, lo cedette e ricominciò dalle giovanili. Dopo pochi anni, grazie ad un vivaio numericamente e tecnicamente ricco, approdò (forse troppo frettolosamente) in serie C. Ora è leader del campionato regionale di serie D.

Intanto anche la società maschile subì la crisi e, dopo un anno di purgatorio, trovò un imprenditore che rilanciò la polisportiva. Lo fece alla maniera dell'imprenditore moderno, cioè ordinando più che discutendo. Via via perse il settore del ciclismo e con esso se ne andarono i vertici del basket e quelli del calcio. I modi di questo signore non piacevano, non era nello stile dello sport, si sentiva dire.

Due società e anche due palestre. Palestre scolastiche. di proprietà dell’amministrazione provinciale; entrambe funzionanti, entrambe ideali alle attività sportive, entrambe invidiate da molte altre società costrette in piccole palestrine scolastiche ma ora per motivi di sicurezza è vietato giocarci le gare. Ma c'è sicurezza quando fanno assemblea gli studenti? Sono mille e cinquecento e si riuniscono una volta al mese. Una palestra era storicamente frequentata dalle ragazze e l’altra dai ragazzi. Per cinque anni la società femminile si è fatta carico di gestire le due palestre ed ha assicurato i servizi essenziali anche al settore maschile. Certamente a livello degli anni precedenti. Ora a gestire le palestre è arrivato l’imprenditore che gestisce la società maschile e la prima cosa fatta è stata ordinare alla società femminile di trasferirsi nella palestra che è sempre stata del maschile. Perché? Perché lo ha deciso lui, lui è il “gestore/padrone” delle palestre. Ma dopo quindici giorni, quell'imprenditore con una mail ha disposto che la società femminile doveva trasferirsi nella sua storica palestra. Come mai? È stato chiesto. Perché debbono essere fatti dei lavori nella palestra del maschile. Ma non è la stessa cosa se ci si allenano i ragazzi o le ragazze? <Non vi devo nessuna spiegazioone>, ha tagliato corto. C’entra qualcosa il fatto la palestra originariamente scelta dal maschile si trasforma in una piscina ogni volta che cade un millimetro di pioggia?

Questa è anche una storia di menefreghismo da parte di chi ha concesso la gestione: più volte segnalati soprusi e arroganza la risposta è stata il silenzio poi una dichiarazione che suona come una beffa <la gestione delle palestre è stata assegnata, ogni richiesta o reclamo deve esser fatta al gestore>. Come dire: se qualcuno vi schiaffeggia chiedete aiuto a chi vi ha schiaffeggiato.

Questa è una storia arroganza. E che comincia con un atto unilaterale fatto di tanti messaggini arrivati ad agosto alle ragazze tesserate con la società femminile per portarla nella società maschile che aveva deciso di dedicarsi anche alle ragazze. E’ un suo diritto questo; ma non è un suo diritto “rubare” le ragazze ad altre società. E la società femminile si è difesa nell’unico modo possibile: chiedendo l’intervento della Federazione nazionale della pallavolo. 

Questa piccola/grande storia è finita sabato 9 novembre alle 17: mentre iniziava una gara del settore maschile in una delle palestre che non erano a norma per la sicurezza, la società femminile giocava in un’altra palestra. Pazienza, ciò che conta è i risultato e questo dice che la  società femminile ha ottenuto la sua quinta vittoria in cinque gare disputate ed è saldamente in testa alla classifica.

Nella foto la chiusura di una manifestazione di minivolley al Gandhi

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